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Yellow Team Baseball Sassari
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venerdì 21 luglio, l'under 15 vince contro le Tigri di Alghero il campionato provinciale clessificandosi per la finale regionale ad IglesiasLunedì 03 luglio, la Under 12 perde in casa contro le Tigri, non si potevano vincere tre gare su tre in due giorni: sarebbe stato chiedere troppo Domenica 02 luglio, pomeriggio, la Under 18 bissa conclude la giornata positiva della Yellow vincendo sul campo della Catalana per 16 a 4
Ci abbiamo provato, ci siamo andati, a Roma e Milano

"mancò la fortuna ma non l'ardire".

I nostri Under 15 hanno vinto di tutto nel 2017, il campionato Provinciale, quello Regionale, sono andati a Roma passando il turno, sono arrivati fino agli ottavi di finale valevoli per il titolo italiano.
Mai la Yellow è arrivata così lontano in tutta la sua storia, una delle 18 squadre più forti d'Italia.

Bravi tutti, i ragazzi/e, il Manager ed il coach.
Grazie all'Ares di Milano per l'accoglienza ed il supporto, grazie alle mamme ed alle ragazze dell'Avigliana che hanno fatto tanti chilometri per venire a supportarci.
Un grazie ai genitori che ci hanno sopportato "prestandoci" i loro figli per portarli in giro per l'Italia.





La Under 15 vince a Roma e passa agli ottavi di finale Nazionali. Sabato 9 settembre si vola a Milano.
Nel frattempo pubblichiamo le memorie della segretaria/Erode.

BANANE ALL’ACQUACETOSA: diario di una segretaria

(solo chi era presente può capire)

 Una serie di “sfortunati” eventi ha caratterizzato la trasferta a Roma della squadra Yellow Team U15 iniziata nella notte del 2 settembre 2017 con la sveglia alle 4.30, ritrovo al campo alle 5.20 (così diceva il messaggio). C’erano tutti tranne le scarpe di Davide.

Folle corsa di Marco nella città silenziosa fino a casa, nel frattempo, al campo, l’auto di Anna non voleva partire, la scritta “SCHEDA NON RICONOSCIUTA” continuava a comparire ad ogni tentativo di messa in moto. Mancava un’ora alla partenza e 5 persone erano a piedi.

Marco, che intanto scopriva che le scarpe erano sempre state nella sacca di Davide, viene costretto ad andare fino all’aeroporto di Alghero.

 

Niente di rilievo da segnalare durante le operazioni di imbarco e durante il volo, a parte le domande di Gabriele sulle conseguenze di un eventuale motore che prende fuoco, il pullman noleggiato dal presidente si presenta quasi puntuale nel posto indicato dal sempre solerte presidente (che aveva anche fatto un dettagliato disegno dell’aeroporto, dei parcheggi autobus, con tanto di documentazione fotografica, numero di telefono, generalità dell’autista complete di genealogia degli avi da parte di padre e madre).

 

Tra il km 4 e 6 della A90, nota come Grande Raccordo Anulare, la segretaria, nonché dirigente accompagnatore, nonché classificatore non ufficiale conosciuta come Signora Chessa, Sandra, giometra ed altri simpatici appellativi acquisiti nel corso degli anni, comunica al coach di aver dimenticato la cartella con il roster delle partite nella cappelliera dell’Airbus A321 aeromobile della flotta Alitalia.

“E’ un problema?” domanda candidamente ad un Antonio impietrito, che tra sè pensava “sono rovinato” ma rispondeva con un filo di voce: “ noo, ci serve solo la sigla gara, i numeri di tessera dei giocatori, i cartellini, la carta carbone, la stampa in 3 copie, etc. etc.”

Era chiaro che avrebbe voluto abbandonarla lì, sulla corsia esterna del Raccordo con soltanto le 4 banane che si era portata da casa e che continuava a proporre ai ragazzi.

 

Alla 10° telefonata, solo di quella mattina, in preda all’ansia di organizzazione, sofferente per la sua assenza e con totale mancanza di fiducia nei confronti di una segretaria neofita di viaggi e trasferte, rispetto alle sue 1000 miglia/annue, Emilio veniva informato dello smarrimento del bancomat della società.

Per un paio di ore non si è più sentito: aveva funzionato!

 

Tralasciamo la cronaca dettagliata delle partite, per indicare solo che contro il S. Giacomo Nettuno che si è rivelata peggio delle Tigri Alghero in quanto a simpatia, in campo c’erano 2 giocatori con lo stesso numero di maglia (ma non era un problema di Stato secondo il loro coach) e alcune sostituzioni non comunicate neppure agli arbitri (!); a loro favore da sottolineare il gentile prestito delle palline per disputare la partita. Le nostre, manco a dirlo, erano rimaste a Sassari.

 

Al ritorno la segretaria vagava in aeroporto come uno zombie alla ricerca di una birretta, con sulle spalle (oltre alla borsa medica) una settimana di camp/torneo, un centro estivo con bambini urlanti, un’estate con temperature medie di 45°.

Al controllo bagagli, la borsa medica viene immediatamente individuata e fatta scorrere nella corsia per l’ispezione, - “questo è il suo bagaglio?” domanda l’addetta con aria di rimprovero alla colpevole segretaria. Aprendo la borsa tira fuori ben tre contenitori di liquidi, altro sguardo di rimprovero ma più accentuato. Trova poi il ghiaccio secco, se lo rigira tra le mani provando la consistenza ed il peso e l’odore, prova a leggere le scritte sulla busta. Non è convinta, chiede come mai si trasportino questi prodotti, non soddisfatta della spiegazione “siamo una squadra sportiva e ci occorre in campo in caso di infortunio” anche perché effettivamente tutta la squadra era già a bordo dell’aereo, procede con il test antidroga.

La segretaria inizia ad avere i primi segni di cedimento manifestandoli con una risatina isterica che proseguirà fino a Sassari, il vicepresidente si avvicina ma, anche lui provato, non è di nessun aiuto.

Laura e Marco guardano la scena a distanza ed iniziano a pensare che quando usciranno di galera Giulia sarà già nonna, che lo sapevano che non erano sani quelli della Yellow Team…

Dopo 20 minuti li lasciano andare ma senza l’acqua ossigenata (scaduta), salgono sulla navetta ridendo senza controllo, mancano pochi minuti al decollo ma ancora non c’è l’autista; la stanchezza e il nervosismo alimentati anche da quella attesa, scatena la follia mal celata della segretaria che, spalleggiata dagli altri tre, invia al presidente il seguente messaggio:”ci hanno sequestrato la borsa medica, hanno fatto il tampone, siamo tutti in stato di fermo” e resta in attesa della risposta che però non arriva.

E non sarebbe arrivata perché il presidente stava chiamando, per avere una qualche rassicurazione, il coach che, ignaro di tutto, a bordo, si godeva il suo momento di gloria con i ragazzi.

Mentre i 4 sulla navetta sghignazzavano divertiti immaginando la reazione del presidente, Antonio sull’aereo, pensava ai titoli sul giornale del giorno dopo, alla sua carriera finita così miseramente, all’improvviso, per colpa di una confezione di ghiaccio secco e di una segretaria distratta…

Ah, dimenticavo, le banane sono tornate con noi e sabato andranno a Milano.

Lo hanno chiesto i ragazzi.




 

La Finale Provinciale































 

 

The important thing in the olimpic games is not winning but taking part. The essential thing in life is not conquering but fighting well.


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ultimo aggiornamento 05 dicembre 2017